Eleganza 'femminile'

"Flora Italica" - Colli Bolognesi doc Barbera

Uve> L’uva Barbera proviene da un vigneto esposto a nord est, dominante la pianura verso nord, con scenografica vista verso Bologna a est e tutta la pianura. Impiantato nel 2008, è allevato a spalliera, guyot, con filosofia che accuratamente evita i tagli grossi e privilegia il corretto flusso linfatico. Attenta potatura verde, con selezione dei germogli.
Vendemmia a maturità fenolica a metà settembre, manuale, in cassetta, con selezione uve.

La vinificazione> fermentazione con lieviti naturalmente presenti; estrazione del colore e delle sostanze più pregiate mediante rimontaggi manuali, con macerazione sulle bucce per 15 giorni. Dopo la svinatura e la fermentazione malolattica, tutto il vino si affina in acciaio e poi in botte grande di rovere di Slavonia per 6-12 mesi, e poi ancora diversi mesi in bottiglia.

Segni particolari> un vino suadente e, come testimoniano la particolare etichetta e il nome, dalla elegante femminilità, ma anche con una personalità importante, in equilibrio fra componente di frutto intenso ed acidità propria della varietà Barbera, autoctona italiana e da sempre presente nei Colli Bolognesi.

Il nome FLORA ITALICA è un omaggio all’illustre naturalista Antonio Bertoloni (1775 – 1868), autore dell’omonimo monumentale trattato di botanica ancora oggi riferimento scientifico della materia. Il Bertoloni possedeva un tempo la collina e la sovrastante omonima storica Villa Virginia, a  Zola Predosa, sede estiva dei suoi studi, prospiciente l’attuale vigneto di Barbera ora di proprietà dell’azienda Manaresi.

Da un punto di vista dl visual design, la nuova etichetta FLORA ITALICA è originale e innovativa, ma in linea con lo stile delle altre bottiglie. Le prime quattro etichette uscite fra il 2010 e il 2011 (Pignoletto frizzante, Pignoletto Classico, Duesettanta, Merlot) sono ispirate all’arte di Paolo Manaresi, importante pittore e incisore del novecento al quale la nipote e attuale titolare Donatella Agostoni ha dedicato la cantina (il logo aziendale Manaresi è la firma stilizzata dell’artista). Etichette stereometriche, essenziali, come cornici che mettono in mostra il vino (primo premio Immagine coordinata International Packaging Competition al Vinitaly). Una linea curva, irregolare, disegna invece il profilo del volto maschile della quinta etichetta uscita (nel 2012), il Controluce Colli Bolognesi Bologna Rosso doc, espressamente dedicata al nonno artista Paolo Manaresi riprendendo la silhouette tratta dal suo dipinto ad olio “Autoritratto Controluce” (premiata con l’Etichetta d’oro International Packaging Competition al Vinitaly).

A questa, quasi virando verso una grafica ‘organica’, si affianca ora FLORA ITALICA, con il profilo femminile e sinuoso di una mitologica Flora, la dea romana e italica della fioritura. Ma una ‘NOVELLA’ Flora, perché la sua silhouette, i suoi capelli, il suo atteggiarsi sono quelli di una donna contemporanea, di carattere. Così pure come contemporanei sono i fiori, i petali e gli steli colorati che in basso introducono una sorta di collage informale.

Un’immagine femminile di forte impatto (quanto, prima, il Controluce era ‘maschile’): la grafica speculare dell’etichetta esprime volutamente questo genere. E’ la prima “donna” nei vini della cantina, e compare ben due volte sulla nuova bottiglia, se la si ruota a 360 gradi, spiega l’architetto Paolo Capponcelli, di Panstudio Architetti Associati, che insieme all’architetto Donatella Agostoni, titolare della cantina, ha progettato la nuova etichetta, in collaborazione con l’agenzia grafica Design People.

Non si distinguono infatti un’etichetta principale e una contrapposta retroetichetta, perché di fatto entrambe – etichetta e retroetichetta – si susseguono lungo la circolarità cilindrica della bottiglia, per dar forma in negativo alla figura femminile di Flora, che si staglia sul nero totale del vino rivelato dalla trasparenza del vetro.

Non solo, la etichetta e la retroetichetta, osservate singolarmente, con i loro frastagliati profili, rivelano un’estetica autonoma, quasi strappi della carta, con una loro informale poetica e una propria forza espressiva, che dà la vera sostanza di questa originale confezione. La bottiglia, insomma, è un tutt’uno senza soluzione di continuità tra etichetta-retroetichetta e vetro, che si modula con impressioni visive e sensazioni diverse a seconda della posizione da cui la si osserva.

L’immagine di donna, in FLORA ITALICA, è un voluto riflesso del suo contenuto intrinseco: la Barbera, uva e vino già normalmente declinati al femminile, è per Manaresi femminile in tutte le sue connotazioni più alte: di carattere forte ma nel contempo suadente, con note morbide e rotonde, quasi flessuose, bilanciate da una floreale freschezza e da una ‘piccante’ acidità .

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